martedì 10 marzo 2015

Buona festa della donna!

-Ridate la femminilità alle ragazze, ridategli la timidezza… e portatevi via quell’odiosa sfacciataggine. Ridate la femminilità alle ragazze, insieme alle belle parole e ai bei comportamenti. Ridate loro l’educazione e la delicatezza. Coprite le loro parti scoperte, ridando loro la dignità e la purezza di un viso arrossato, non da un chilo di trucco, ma dall’imbarazzo che provano in un preciso istante. Ridate loro quell’eleganza persa ormai chissà dove, ridategli quella dolcezza che le distingueva dagli uomini. Riportate le ragazze con i bei capelli che cascano sulle spalle, con il ciuffo fastidioso che scivola davanti la faccia, poco truccata e non sporcata da colori strani sbattuti sugli occhi solo per far scena. Quelle belle ragazze fatte di carne con i bei fianchi, belle da vedere e da toccare, e non quegli ammassi di ossa che usano intimo imbottito per vantare qualche curva, ormai sinonimo di trasgressione e volgarità. Ridate loro quello che le rendeva diverse l’una dall'altra. Ridate al mondo le ragazze, e portatevi via quelle bambine che fanno finta di essere signore -

martedì 9 settembre 2014

La vita è breve

Questa è la tua vita, fa' quello che ami e fallo spesso.
Se non ti piace qualcosa, cambiala.
Se non ti piace il tuo lavoro, smetti.
Smettila di analizzare tutto, tutte le emozioni sono belle.
Quando mangi, assapora ogni morso.
Viaggia spesso, perderti ti aiuterà a ritrovare te stesso.
La vita è breve: vivi i tuoi sogni ed indossa le tue passioni.

martedì 29 luglio 2014

I tre setacci

Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:

- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?

- Un momento - rispose Socrate. - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.

- I tre setacci?

- Ma sì, - continuò Socrate. - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

- No... ne ho solo sentito parlare...

- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

- Ah no! Al contrario

- Dunque, - continuò Socrate, - vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E' utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

- No, davvero.

- Allora, - concluse Socrate, - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

giovedì 17 luglio 2014

La bambola

Un ragazzo regala alla sua fidanzata una bambola, lei si innervosisce e butta la bambola in strada. 
Il fidanzato le dice ma perché hai buttato la bambola? 
Lei risponde, perché non mi piace il tuo regalo così lui va in strada e prende la bambola, quando all'improvviso una macchina lo investe e lui muore. 
Il giorno dei suoi funerali, in lacrime, la fidanzata prende la bambola e la stringe forte a se, mentre stringe la bambola... 
questa dice: "Mi vuoi sposare?" La ragazza impaurita fa cadere la bambola. Cadendo, dalla tasca escono due fedi. 

La morale di questa storia :
Ama ciò che hai, prima che la vita ti insegni ad amare ciò che hai perso...

Sophia muore, il padre chiede una foto senza tubi

Per una volta la tecnica della foto ritoccata usata per scopi diversi da quelli di bellezza o di gossip. In Ohio, un padre chiede che la foto della piccola Sophia, morta dopo sei settimane, sia ritoccata per poterla vedere senza tubi - 

di Giacoma Chimenti 

Per una volta la foto ritoccata e la tecnica di Photoshop sono stati usati a fin di bene: la vicenda accade in Ohio, dove Nathen Steffel, padre della piccola Sophia, morta dopo sei settimane attaccata perennemente ai tubi, ha fatto una commovente richiesta sulla piattaforma Reddit: “Questa è mia figlia Sophia, è morta dopo sei settimane di vita. Non l’abbiamo mai vista senza tutti i tubi, qualcuno mi può aiutare?”. Non si è fatta attendere la risposta di tanti professionisti del settore, ma anche di numerosi grafici amatoriali, che hanno risposto con molta solidarietà per aiutare il papà della piccola a vincere il suo dolore e a realizzare la sua richiesta.

La richiesta del padre è stata esplicita e chiara: “Ha vissuto tutta la vita in ospedale e non siamo mai riusciti a vederla senza tubi. E’ morta dopo una lunga battaglia, qualcuno ci può aiutare a togliere questi tubi dalla foto?”. Il web si è mosso in una gara solidale, dimostrando e offrendo il meglio delle sue opportunità per venire incontro a Nathan. La bambina è deceduta a causa di un emangioma epatico, ed era in attesa di un trapianto di fegato che non potrà mai più fare, poiché la malattia ha velocizzato il suo corso e l’ha colta di sorpresa. La famiglia conosceva la situazione della piccola fin da prima della sua nascita, ma sperava di salvarla una volta venuta alla luce; ma invece non c’è stato nulla da fare. 

Quello che chiede il padre è una cosa normalissima, visto che non ha mai visto la figlia in viso libera dai tubi delle macchine.”Volevo solo una foto bella per me e mia moglie, sono rimasto sorpreso della quantità di risposte arrivate. Ora abbiamo un intero album per ricordare la nostra Sophia”, sono queste le parole che Nathan ha riferito al quotidiano Buzzfeed. “E’ incredibile quanti cuori ha toccato la storia di nostra figlia, posso solo dire grazie”. E ha ringraziato tutti coloro che si sono messi a disposizione per lasciare loro un ricordo vivo della piccola Sophia, liberando il suo visetto dalle orrende tubature e facendola rivivere in tutta la sua bellezza.



martedì 15 luglio 2014

E già..

Amare e non essere amato, essere a letto e non dormire, aspettare e non veder arrivare, sono tre cose che fanno morire. 
Così, più o meno, recita il proverbio.

Irène Némirovsky

Il volersi bene

Il volersi bene si costruisce.

L'amore lo senti immediato, non ha tempo. 

È dire ''ti sento'' un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio.

Mantenersi , il mio verbo preferito,tenersi per mano. 
Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro.

Rinunciarvi è folle sempre e comunque. 

(Erri De Luca).

lunedì 14 luglio 2014

Non aspettare..

Non aspettare di finire l'università, 
di innamorarti, 
di trovare lavoro, 
di sposarti, 
di avere figli, 
di vederli sistemati, 
di perdere quei dieci chili, 
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, 
la primavera, 
l'estate, 
l'autunno o l'inverno. 

Non c'è momento migliore di questo per essere felice. 
La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro, 
ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno. 
Ricordati che la pelle avvizzisce, 
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni. 
Ma l'importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età. 
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela. 
Dietro ogni traguardo c'è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c'è un'altra sfida. 
Finché sei vivo, sentiti vivo. 

Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

Madre Teresa di Calcutta

venerdì 11 luglio 2014

Come ti si dovrebbe baciare

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
...non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso

Erich Fried, Come ti si dovrebbe baciare


venerdì 13 giugno 2014

La storia racconta l'amore di un ragno per una donna..

La storia racconta l'amore di un ragno per una donna, che diventa subito metafora di tutti gli amori non corrisposti e impossibili. Diana, la protagonista, entra nella sua nuova abitazione. Un grande appartamento dominato da disordine e sporcizia, ma è proprio questa sua decadenza ad interessarci. Si ritrova al telefono con la sua migliore amica, a parlare di Fabio, il suo nuovo fidanzato. Dal tono di voce e dalle sue riflessioni, si capisce che quello non è il suo vero amore. Viene da chiedersi se Diana avrebbe mai trovato quell'amore che desiderava tanto. E che come sentiamo dalla voce fuori campo, quell'amore forte a tal punto da rimpicciolire l'universo e trattenerlo in un battito di cuore. Arriva il momento in cui vediamo il piccolo ragnetto, Agenore, che scappa insieme ai suoi amici, dalle setole nere di una scopa. Diana infatti è impegnata nelle pulizie, ma queste semplici operazioni di riordino, per gli insetti significano pericolo e morte. Aiutandosi con un insetticida spray, riesce ad uccidere alcuni scarafaggi. Fino a quando impugnando uno zoccolo, si ritrova faccia a faccia con Agenore. Sta per colpirlo, ma squilla il telefono. Impeganata nella sua opera si ferma, non lo uccide, in fondo un piccolo ragnetto porta anche fortuna. 
Agenore incapace di muoversi rimane nella vasca tutta la notte, lui, il più coraggioso di tutti, si sente spento, devastato e inutile. E non fa altro che porsi delle domande: " Perchè? Perchè non mi ha ucciso? Cosa vuole da me?"
Nella sua testa non ci sta altro che il viso di Diana, i suoi occhi, il suo sorriso. Cerca una risposta a tutte quelle domande, e dentro di sé la trova: si era innamorato. 
Mentre la ragazza mangia dell'uva, dal grappolo sfugge un acino, questo rotola proprio accanto ad Agenore, che crede sia un omaggio. Così, decide di ricambiare uccidendo uno scarafaggio. 
Mentre Diana sta dormendo, lui posiziona l'insetto sul cuscino vuoto, e correndo senza farsi scoprire, attende il risveglio. Immagina Diana felice, contenta del regalo, ma non fa altro che avere una delusione. Infatti, quando apre gli occhi, un enorme urlo urta contro le pareti della stanza. 
L'insuccesso di quella notte lo turba profondamente, e incomincia a pensare che ci doveva essere pure un modo, una maniera per comunicare alla ragazza per dire che era lo stesso sentimento a muovere entrambi. Ma tutti questi pensieri vengono interrotti dalla realtà: una di quelle sere, Diana invita Fabio a cenare nella sua nuova casa. Stesi sul divano incominciano a baciarsi. Agenore li osserva, ancora una volta incapace di muoversi, poi si decide, va a morire fra le sue braccia. Si avvicina velocemente. Nel frattempo, sul divano, Fabio si è alzato e si sta slacciando la camicia. Agenore è ai piedi del divano e sale sui suoi pantaloni. Fabio nota qualcosa. Una manata secca e subito dopo il movimento dell'uomo che schiaccia il ragno.
Così si conclude la storia in cui Agenore, il più grande tessitore, cede spazio all'amore e per quest'ultimo muore.

venerdì 30 maggio 2014

La ricchezza

Se hai una famiglia che ti ama,
qualche buon amico,
cibo sulla tavola,
un tetto sulla testa..

..Sei più ricco di quanto pensi.

mercoledì 28 maggio 2014

Dolore e forza, Biagio Antonacci

Spaccami amore mio 
non merito quel volo che hai dentro tu 
tu sei nella mia storia e lì ci starai 
da qui a l’eterno!!! 
fammi del male tu 
se può servirti fallo perché tu puoi 
m’aspetto il bello o il brutto perché a te ho preso tutto. 

La natura che hai 
come muovi i tuoi occhi, quando prima mi parli 
quando dopo mi ascolti, quando ridi di niente, quando leggi o ti spogli 
quando apri la porta e mi porti la vita 
il calore che emani, la tua pelle è una culla, sono io che dovrei 
rispettare il tuo esempio, sono io fatto male, sono io cerebrale 
vado oltre ogni cosa, vado oltre il segnale, sono meglio da perso. 

Amore mio 
ma come ho fatto a restare in silenzio difronte a te 
non ti mai detto le cose che ho dentro 
perdonami, capiscimi 
Amore mio 
non è il coraggio che costruisce la libertà 
non è l’odore che passa dal naso la libertà, la libertà. 

Gridami amore mio….. 
saprò sentire l’urlo dovunque andrò 
l’amore è l’invenzione che ha dato all’uomo 
dolore e forza 
della forza ricorderò 
il giorno che mi ha fatto incontrare te 
invece del dolore mi resterà ……questo non “ per sempre “ 

Posso vivere solo, posso vivere bene, ci sarà nuova vita, ci saranno le estati 
torneranno i colori, quelli che fai fatica, a vedere d’inverno 
benedetti colori che l’amore scompone. 

Amore mio 
ma come ho fatto a restare in silenzio difronte a te 
non ti mai detto le cose che ho dentro 
Perdonami, capiscimi 
amore mio 
non è il coraggio che costruisce la libertà 
non è l’odore che senti dal naso, la libertà. 

Amore mio, amore mio. 

La risposta che non ti aspetti..

La maestra chiede a Pierino: "Se io ti do una mela, e poi un'altra e un'altra ancora, quante mele hai?" 
Senza esitazione, lo scolaro risponde: "Quattro, maestra!"
"Pierino, forse non sono stata chiara... Io ti do una mela, un'altra e ancora un'altra. Quante mele hai, in tutto?" 
Pierino, un po' perplesso, contando sulle dita, replica: "Ehm... quattro, sempre quattro..."
E la maestra, di rimando, un po' esasperata: "Ma se io ti ho dato tre mele, perché tu mi dici che ne hai quattro?"
La risposta: "Perché conto anche quella che ho portato per la colazione!"
Morale: quando qualcuno ti dà una risposta diversa da quella che ti aspetti, non pensare che sia sbagliata. Forse c'è un punto di vista che non hai considerato.
(Liberamente tradotto da un racconto arabo, citato da Ghada Youssef)

domenica 18 maggio 2014

Sorridi! :-D


Questo neonato detiene il record per il sorriso più precoce umano, all'età di 25 secondi.

mercoledì 14 maggio 2014

Sorelle


Jillian e Jenna sono nate da un parto cesareo alla 33esima settimana di gravidanza il 9 maggio all'Akron General Medical Center, in Ohio. 


Le due gemelline monoamniotiche hanno riservato un dono inatteso alla mamma e a chi era presente al momento della nascita: 

sono venute al mondo tenendosi per mano.

La mente

" La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità."
(Plutarco)

lunedì 12 maggio 2014

Il gelsomino notturno


E s'aprono i fiori notturni, 
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari. 
Da un pezzo si tacquero i gridi: 
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse. 
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra 
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . .
È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova. 

Giovanni Pascoli

Prigioni

Ormai non siamo più padroni della nostra vita, del nostro tempo libero. Tutto è scandito da "visualizzato", "ultimo accesso alle..", "Tizio è a..", "Caio era lì il giorno..".
Ma non era meglio prima?! Dove c'era la libertà di rispondere o no, perché nessuno veniva a dirti "hai letto il messaggio, ma non mi hai risposto,dov'eri?!" : potevi dire semplicemente "non mi è arrivato, non l'ho letto, non ci ho fatto caso!" e viverti la  tua vita come, quando e dove volevi!!
E invece no -.-" ora devi motivare perché fai quella determinata azione, a che ora la fai, dove sei.

Siamo in gabbia e non ce ne accorgiamo.

domenica 11 maggio 2014

Cos'è successo?

Che i lecca-lecca sono diventati sigarette, l'acqua in vodka, le biciclette in motorino, i baci in sesso. Ti ricordi quando 'Protezione' significava portare il casco in bicicletta? Quando amavamo i nostri genitori? Le spalle di papá erano il luogo più alto al mondo e la mamma era un eroina. Il nostro peggior nemico era nostro fratello/ sorella. "Guerra" era solo un gioco, l'unica "droga" che conoscevamo era lo sciroppo per la tosse. Il dolore più forte che potevamo sentire era il ginocchio sbucciato e "addio" significava solo "fino a domani" .Tutto era la cosa migliore al mondo, ma non abbiamo potuto aspettare di crescere.

Imparare..


"Meglio una sconfitta pulita di una vittoria sporca."
Papà Francesco